A volte mi capita che non riesca a staccare dal lettore un disco, non spesso, ma capita.
Mi sta succedendo ancora con il nuovo degli Opeth, Watershed.
Gli Opeth sono uno dei gruppi migliori e più in forma degli ultimi anni, che sulle radici death metal hanno costruito un loro stile fatto di melodie malinconiche, lunghe canzoni complesse, sonorità progressive anni 70, jazz, il tutto unito ed affiancato con un gusto eccezionale. Non mi viene in mente un altro gruppo che abbia le stesse abilità compositive.
Memorabili l'apertura con la dolcissima Coil, l'intricatezza dei riff death di Heir Apparent, lo stacco iniziale di The Lotus Eater, la freschezza di Burden, le parti soft e pulite di Porcelain Heart, il cantato al contrario (Elio docet :P) di Hessian Peel. Questo disco per me è superiore sia a Deliverance che a Ghost Reveries. Blackwater Park è sempre inarrivabile.
Qualche recensione:
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venerdì, agosto 29, 2008
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